Comprendere l’affidamento di Vostra figlia o Vostro figlio

1. L’essenziale in breve

Vostra figlia o Vostro figlio si trova in affidamento presso un foyer o una famiglia affidataria. 

Questa situazione può generare timori, ansie e incomprensioni e sollevare domande.

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Qui di seguito potrete trovare alcune informazioni che Vi aiuteranno a capire cos’è l’affidamento e a conoscere i Vostri diritti e doveri.

2. Perché Vostra figlia o Vostro figlio è in affidamento?

Si ricorre all’affidamento quando la sicurezza fisica e/o psichica di Vostra figlia o Vostro figlio non può più essere garantita altrimenti.

Sono due i motivi che possono aver condotto all’affidamento di Vostra figlia o Vostro figlio:

  • D’intento con il servizio di protezione minori (service de protection des mineurs, SPMi), avete deciso che la situazione non è più sostenibile e che è necessario un affidamento.
  • L’ha ordinato un tribunale. In questo caso, i motivi dell’affidamento Vi sono stati spiegati dall’operatrice o dall’operatore di tutela minori (intervenant en protection de l’enfant, IPE) e/o dalla o dal giudice, solitamente in occasione di un’udienza, e sono descritti nella decisione del tribunale.

3. Come si svolge l’affidamento?

L’affidamento avviene in più fasi.

  • In caso di urgenza: Se la situazione lo richiede, Vostra figlia o Vostro figlio può essere messo immediatamente al sicuro per garantire la sua incolumità. Successivamente, sarà fatta una valutazione per capire come procedere.
  • In caso di affidamento a medio o lungo termine: Esiste una procedura di ammissione, che prevede alcuni incontri, per preparare nel miglior modo possibile l’accoglienza di Vostra figlia o Vostro figlio.
  • Istituzione del progetto di affidamento: Si organizza un incontro di ammissione per istituire un progetto di affidamento personalizzato. Durante questo colloquio, si decidono insieme obiettivi e misure da mettere in atto per il benessere e lo sviluppo di Vostra figlia o Vostro figlio.

Le persone presenti all’incontro di ammissione sono le seguenti:

  • Voi in quanto genitori 
  • L’équipe del centro di accoglienza o sua rappresentanza
  • L’operatrice o l’operatore di tutela minori (IPE), in rappresentanza del SPMi
  • La bambina o il bambino, se l’età e la situazione lo consentono

Cosa si fa insieme: Compiliamo insieme un documento nel quale è specificato chi prende quali decisioni durante l’affidamento. Spesso si tratta di questioni già decise dalla o dal giudice.

Fornire informazioni utili al monitoraggio periodico: Vi incoraggeremo a comunicare tutte le informazioni che possono contribuire alla corretta presa in carico di Vostra figlia o Vostro figlio (abitudini alimentari, sonno, allergie, problemi di salute, ecc.)

Monitoraggio periodico:

  • Almeno ogni 6 mesi si fa un bilancio. In questo modo siamo in grado di valutare come evolve la situazione e controllare lo sviluppo di Vostra figlia o Vostro figlio. Gli obiettivi dell’affidamento sono descritti e discussi con voi perché il vostro punto di vista è importante.
  • Se si trova in un foyer, Vostra figlia o Vostro figlio avrà ogni settimana dei colloqui con la sua educatrice o il suo educatore referente. In quanto genitori, e con la frequenza convenuta con l’équipe educativa, anche voi avrete dei colloqui con l’educatrice o l’educatore referente.

4. Quali sono i Vostri diritti e doveri in quanto genitori?

I Vostri diritti

  • Diritto di ricevere notizie di Vostra figlia o Vostro figlio: Avete il diritto di essere informati sulle decisioni che riguardano Vostra figlia o Vostro figlio.
  • Diritto di chiedere informazioni alle figure professionali coinvolte: Potete richiedere informazioni all’équipe educativa del foyer. Se Vostra figlia o Vostro figlio è in una famiglia affidataria, potete contattare l’operatrice o l’operatore di tutela minori (IPE).
  • Diritto di tenervi in contatto con Vostra figlia o Vostro figlio: Salvo indicazioni contrarie, potete tenervi in contatto regolarmente (visite, telefono, corrispondenza, ecc…) con Vostra figlia o Vostro figlio. Le modalità saranno, per quanto possibile, decise insieme durante il colloquio di ammissione e riportate nel progetto di affidamento. Se l’affidamento è stato invece ordinato da un tribunale, sarà quest’ultimo a stabilire quando e come vedrete Vostra figlia o Vostro figlio.
  • Diritto di prendere alcune decisioni: Per quanto possibile, parteciperete alle decisioni che riguardano Vostra figlia o Vostro figlio in funzione del progetto di affidamento e delle decisioni giudiziarie.

I Vostri doveri

Il più importante è quello di accettare l’aiuto delle figure professionali che vi offrono consulenza.

Non è facile, ma ricordate che sono lì per aiutarvi. Vi assistono per stabilizzare e migliorare la vostra situazione. Solo così potrete dedicarVi meglio al Vostro ruolo di genitori.

Riportiamo di seguito alcuni esempi:

  • Rispettare e applicare le decisioni giudiziarie
  • Collaborare con il SPMi e, se la bambina o il bambino è in un foyer, con l’équipe educativa
  • Partecipare ai colloqui con le figure professionali coinvolte
  • Partecipare alla discussione sugli obiettivi dell’affidamento
  • Impegnarsi per raggiungere gli obiettivi
  • Fare richiesta tre settimane prima per sapere se potete ottenere un diritto di visita straordinario

5. Con chi potete parlare?

Sono diverse le figure professionali che possono aiutarVi:

  • Se Vostra figlia o Vostro figlio è in un foyer, l’équipe del foyer e l’educatrice o l’educatore referente sono importanti. Anche l’operatrice o l’operatore di tutela minori (IPE) del SPMi può risponderVi.
  • Se Vostra figlia o Vostro figlio è in una famiglia affidataria, l’IPE del SPMi è il Vostro principale punto di contatto.

La o il giudice che si occupa del caso di Vostra figlia o Vostro figlio può ascoltarVi all’udienza. Se necessario, potete anche scriverle o scrivergli.

Per poter prendersi cura di una bambina o un bambino, occorre prendersi cura anche di se stessi: forse anche l’assistenza sociale, il Vostro medico, una psicologa o uno psicologo, ecc. possono aiutarVi.

6. Chi paga per l’affidamento?

È richiesto un contributo economico, calcolato in base al Vostro reddito determinante unificato (revenu déterminant unifié, RDU). Del resto si fa carico lo Stato.

Anche le prestazioni mediche non rimborsate possono essere a Vostro carico, così come le spese legate alle attività ordinarie di Vostra figlia o Vostro figlio.

Se non abitate con l’altro genitore, il contributo economico è richiesto all’ultimo genitore con cui la bambina o il bambino abitava e che percepisce gli assegni familiari, il mantenimento o altri contributi.

Non è previsto un contributo economico se ricevete aiuti finanziari dall’Hospice général.

7. Chi autorizza e sorveglia i luoghi di affidamento?

8. Quando finisce l’affidamento?

L’affidamento termina quando la situazione è sufficientemente stabilizzata e se Vostra figlia o Vostro figlio può tornare nel suo ambiente familiare in tutta sicurezza.

In assenza di un provvedimento giudiziario, sarete Voi a decidere con il SPMi e il luogo di accoglienza (foyer o famiglia affidataria) se e quando porre fine all’affidamento, fintanto che il superiore interesse di Vostra figlia o Vostro figlio sia tutelato.

Se l’affidamento è ordinato da un tribunale, solo quest’ultimo è autorizzato a porre fine all’affidamento.

Così come l’inizio, anche la fine dell’affidamento va preparata e costruita insieme. Vi saranno delle discussioni e un piano da definire per il futuro, basandosi sul raggiungimento degli obiettivi fissati nel corso dell’affidamento.